Cos'è la Dipendenza Affettiva

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Cos'è la Dipendenza Affettiva

Messaggio Da admin il Gio 18 Apr - 22:15

Cos’è la dipendenza affettiva

Quando si parla di dipendenza affettiva (DA) è d’obbligo fare una premessa: la dipendenza di per sé non è patologica. Ognuno di noi dipende in qualche misura dagli altri, in quanto per sostenerci e regolare la nostra autostima abbiamo bisogno di approvazione, empatia, conferme e ammirazione da parte degli altri.
Tuttavia, la dipendenza affettiva può raggiungere una forma così estrema da diventare patologica. Essa può essere descritta come un forte bisogno di legame nei confronti di una persona da cui si dipende totalmente. Lo scopo della persona dipendente è la felicità e il benessere del partner. A questo livello la relazione amorosa risulta assolutamente carente di equilibrio e reciprocità.
Anche il partner manifesta un bisogno inconsapevole di mantenere tale equilibrio instaurando, in modo più meno consapevole, un rapporto strumentale che può durare nel tempo fino a che una delle due parti non è più appagata da quella modalità relazionale.
Le persone dipendenti per farsi ben volere sono disposte a fare cose spiacevoli e degradanti e possono accettare situazioni per chiunque insostenibili (Lingiardi V., 2005).
La dipendenza affettiva a volte può sfociare in sintomi gravi come depressione, disturbi alimentari, ansia, stress, insonnia o abuso di sostanze.
Altre volte può verificarsene una variante, ovvero, una co-dipendenza di entrambi i partner che dà vita ad una relazione simbiotica in cui entrambe le persone costruiscono un pattern idilliaco della relazione dal quale escludono il mondo esterno, oppure cercano di raggiungere reciprocamente un controllo illusorio sulla vita dell’altro.
E’ importante distinguere la dipendenza affettiva dalla fase dell’innamoramento e dai casi di forte attaccamento che si verificano in amore, in amicizia o in altri legami sociali, in quanto l’attaccamento non ci impedisce di prendere ogni tanto le distanze dall’altro.
Chi manifesta una dipendenza affettiva di solito pone al proprio partner richieste affettive e pratiche consistenti, e tende a non sentirsi mai amato in maniera sufficiente ed adeguata. Talvolta aumenta tali richieste in modo esagerato ed incongruente, fino a determinare una rottura definitiva del rapporto da parte del partner. Vede nell'amore la risoluzione dei propri problemi: il partner assume il ruolo di un salvatore, diventa lo scopo della sua esistenza, la sua assenza anche temporanea crea un profondo senso di angoscia.
Chi è affetto da dipendenza affettiva non riesce a cogliere e a beneficiare dell'amore nella sua profondità ed intimità. La relazione a due è vitale, ne ha bisogno in maniera ossessiva per colmare la loro solitudine e per calmare l’angoscia. Prova una grandissima sofferenza psichica che compromette l’autostima sia a livello personale che sociale, e forti reazioni di disorganizzazione, dissociazione e panico di fronte a separazione, abbandono, solitudine. E’ pervaso da molte paure quali perdere il proprio amore, dell’abbandono e della separazione ma anche della solitudine e della distanza, e di mostrarsi per quello che è realmente. Inoltre, necessità di controllo o nei confronti del partner o da parte del partner, soffre di gelosia paranoide, rancore e rabbia verso il partner, ma soprattutto senso di colpa, senso di inferiorità, vergogna e totale dedizione al partner con la conseguenza di annullarsi totalmente per lui. A causa della paura dell'abbandono, della separazione e della solitudine tende a negare i propri desideri e bisogni, e compiace l'altro, evitando il conflitto ed ogni sorta di controversia. Queste persone ritengono che occupandosi sempre dell'altro la loro relazione diventi stabile e duratura, ma, immancabilmente, le situazioni di delusione e risentimento che si possono verificare li fanno precipitare nella paura che il rapporto non possa essere stabile e duraturo. Gli affetti che comportano paura e dipendenza, tipici della dipendenza affettiva, infatti sono destinati a distruggere l’amore.
Spesso la persona amata e' irraggiungibile, in questo caso la dipendenza affettiva si fonda e si alimenta sul rifiuto, senza il quale paradossalmente il presunto amore non durerebbe. Quello che incatena nella dipendenza affettiva e' il dolore implicito nelle difficoltà e l’ingiustificata e assurda presunzione di farcela.
La dipendenza affettiva non necessariamente si manifesta all’interno di una relazione di coppia, può manifestarsi anche nei confronti di un genitore, di un altro familiare, di una figura amicale o di fronte ad una persona d’autorità.

Quali sono le caratteristiche della persona con dipendenza affettiva?

Le caratteristiche della persona con dipendenza affettiva corrispondono al profilo che nel DSM IV-R illustrano il Disturbo Dipendente di Personalità: difficoltà nel prendere decisioni personali, appoggiarsi alle figure di autorità, bisogno che gli altri si assumano le responsabilità per la sua vita sia in termini pratici, che psichici, che emozionali, difficoltà nell’esprimere disaccordo con gli altri, accettare l’inaccettabile pur di ottenere l’appoggio e l’aiuto degli altri, negare le proprie opinioni e i propri sentimenti, difficoltà nel progettare la propria vita e nell’attivarsi in maniera autonoma, sentirsi a disagio e indifesi, preoccupazioni eccessive per essere lasciati in balia di se stessi, ecc.
Inoltre, la persona con dipendenza affettiva soffre di un profondo senso di inadeguatezza: è convinta che per essere amata deve sempre essere diligente, amabile e sacrificarsi per l’altro.
Un’altra caratteristica che accomuna tutti i rapporti dei dipendenti da amore è la paura di cambiare: timorosi di ogni cambiamento soffocano ogni desiderio e interesse.
Come tutte le dipendenze, presenta precisi sintomi psichici e comportamentali quali: la necessità di ripetere in maniera compulsiva un comportamento di affezione e conseguentemente la perdita della propria capacità di controllo;
la resistenza del comportamento nonostante i suoi effetti disfunzionali;
un’intensa sensazione di impotenza di fronte allo stesso;
ossessione del comportamento attorno al quale ruotano i pensieri e l’intera esistenza della persona.


Quale è la sua origine?

Le esperienze della nostra infanzia, in particolare quelle dolorose e traumatiche, tendono a riemergere sotto forma di comportamenti disfunzionali.
La teoria dell’attaccamento di John Bowlby può aiutarci a comprendere meglio le dinamiche della dipendenza affettiva. Diversi studi confermano la tendenza ad assumere con il partner lo stesso ruolo assunto durante l’infanzia con il genitore di riferimento, nella speranza questa volta di ottenere quelle risposte di reciprocità non avute in passato. Più una persona mi serve a raggiungere i miei scopi, ad alleviare le mie paure e ad ottenere ciò che non ho mai ricevuto più la mia dipendenza sarà forte.
I dipendenti affettivi spesso provengono da famiglie problematiche con storie di alcolismo, bulimia o altre dipendenze o, comunque, sono cresciuti sviluppando un profondo e radicato vissuto di inadeguatezza ed indegnità personale. Inoltre, spesso sono stati vittime di abusi sessuali, maltrattamenti fisici o psicologici.



CATEGORIE DI DIPENDENTI AFFETTIVI

E’ stata fondata un’associazione denominata “Love Addicts Anonymous” (Dipendenti Affettivi Anonimi) che distingue i dipendenti affettivi in numerose categorie, in virtù di determinate caratteristiche.
Si può soffrire di più di un tipo di dipendenza affettiva.

1. Dipendente Affettivo Ossessivo: non riescono a lasciar andare il partner, neanche se questo non è disponibile o non è amorevole, è distante, maltrattante, ecc…

2. Dipendente Affettivo Codipendente: sono i più comuni. Insicuri e con bassa autostima, permissivi, si prendono cura del partner esercitando su di lui un controllo passivo-aggressivo. Farebbero di tutto pur di non essere lasciati o di essere un giorno ricambiati.

3. Dipendenti dalla Relazione: non sono più innamorati dei loro partners, ma sono incapaci di rinunciare al rapporto, anche quando sono in pericolo o vengono maltrattati, perché hanno il terrore di rimanere da soli e hanno paura del cambiamento.

4. Dipendenti Affettivi Narcisisti: sono assorbiti da se stessi e la loro bassa autostima è mascherata dalla loro grandiosità. A differenza dei codipendenti, non accondiscendono a nulla che possa interferire con la loro felicità, ma appaiono distaccati ed indifferenti. Raramente ci si può accorgere che siano dipendenti, finché il partner non cerca di lasciarli. In quel caso entreranno in uno stato di panico ed useranno qualsiasi mezzo a loro disposizione per protrarre la relazione, incluso l’uso di violenza.

5. Dipendenti Affettivi Ambivalenti: non hanno particolari problemi a lasciar andare il partner, hanno invece molti problemi ad andare avanti. Bramano disperatamente l’amore, ma allo stesso tempo sono terrorizzati dall’intimità.
Sono a loro volta scindibili in categorie:

I Torchbearers: sono ossessionati da persone non disponibili. Ciò può avvenire senza che compiano alcuna azione (soffrire in silenzio), oppure con la ricerca di contatto con la persona amata.
Questo tipo di dipendenza si nutre di fantasie ed illusioni ed è anche conosciuta come “amore non corrisposto”.

I Sabotatori: distruggono le relazioni quando queste cominciano a diventare serie o in qualsiasi momento venga percepita la paura dell'intimità. Ciò può accadere in qualunque momento: prima o dopo il primo appuntamento, dopo il rapporto sessuale, dopo che si sia manifestato il timore dell'impegno.

I Seduttori Rifiutanti: ricercano una persona quando desiderano un rapporto sessuale o compagnia. Quando si sentono impauriti o in pericolo cominciano a rifiutare compagnia, sesso, affetto, qualsiasi cosa li renda ansiosi. Se lasciano la relazione sono soltanto Sabotatori. Se invece continuano a ripetere il modello disponibile/non disponibile sono Seduttori Rifiutanti.

I Dipendenti Romantici: dipendono da più partners. A differenza dei dipendenti dal sesso, i quali cercano di evitare del tutto il legame, si legano ad ognuno dei loro partners, in grado diverso, anche se i legami romantici sono brevi ed avvengono simultaneamente. Il loro scopo, insieme alla ricerca dell'intensità del romance e del dramma, è di evitare l'impegno ed il legame su di un piano più profondo con il partner.



Fasi della terapia di dipendenza affettiva

Guarire dalla propria dipendenza è difficile e doloroso, ma non impossibile. Può rivelarsi utile per riacquisire dignità e rispetto per se stessi, ritrovare autostima e correggere i propri errori nella relazione corrente o per quelle future.

Si identificano tre fasi:


- consapevolezza: il momento significativo che porta i dipendenti affettivi a chiedere aiuto avviene quando hanno la percezione del vuoto, della perdita di identità, della rabbia e dalla frustrazione di non vedere ricambiata la dedizione e il loro amore. Ci si domanda se la relazione che si sta vivendo sia sana e positiva e si comprende di vivere una storia squilibrata sentendosi incapaci di esercitare su di essa un controllo.

- richiesta d’ aiuto: cercare aiuto in famiglia o tra gli amici e se necessario un aiuto specializzato è un passo successivo fondamentale. Nel caso in cui tutti e due i membri della coppia avvertano disagio nel rapporto e siano decisi a trovare una soluzione al proprio problema per smettere di soffrire è possibile intraprendere una terapia che coinvolga entrambi.

- recupero: è un periodo di massimo impegno visto che inizia il tentativo vero e concreto di cambiarsi nel proprio modo di pensare, agire e sentire. Le scelte devono allontanarsi totalmente da quelle prese in passato: amare se stessi senza aver bisogno di un legame per amarsi, non farsi sfruttare, capire che non c’è bisogno che l’altro abbia necessità di voi per star bene, avere la forza di troncare una relazione se questa è capace solo di distruggervi, porre se stessi e la propria serenità al di sopra di tutto e tutti, riempire il vuoto lasciato dalla persona amata con il lavoro, un hobby, un amico o eventualmente con un altro partner.




Il trattamento cognitivo-comportamentale della dipendenza affettiva

Nel percorso terapeutico a carattere cognitivo comportamentale viene data importanza fondamentale ad un lavoro che mira a migliorare l’autostima del paziente e a potenziare le sue abilità assertive. Si lavora in modo mirato alla gestione delle principali paure ed emozioni che caratterizzano il paziente dipendente quali: la paura di essere abbandonato, la paura di rimanere da solo, la gelosia, il senso di colpa, i pensieri disfattisti, le relazioni malsane tenute in piedi.
La guarigione dalla dipendenza affettiva non consiste nel distacco dalla persona o dalle persone da cui si era dipendenti, bensì nell’acquisizione di una l’autonomia affettiva perduta (o forse mai avuta);
questo è ciò che permette di entrare consapevolmente e realmente in relazione con gli altri per scelta e desidero e non per il bisogno degli altri per esistere.
Nello specifico il trattamento cognitivo-comportamentale mira:

•a modificare i modelli di attaccamento insicuro attraverso l’elaborazione e il contenimento delle esperienze negative infantili e l’instaurarsi di legami significativi e soddisfacenti (in primis attraverso la relazione terapeutica);

•a risolvere i principali sintomi psichici e comportamentali della dipendenza affettiva (es. la compulsione del comportamento di affezione, la perdita della capacità di controllo, il senso di impotenza, l’ossessione dei comportamenti e dei pensieri, la paura dell’abbandono, della separazione, della solitudine, ecc.);

•a migliorare l’autostima,
•a sviluppare la capacità di riconoscere i propri bisogni non lasciandosi più condizionare dalle emozioni e le paure.

SEI UN DIPENDENTE AFFETTIVO?

Di seguito vengono riportate una serie di domande tratte dal sito ufficiale “http://www.dipendenzaaffettiva.org” utili a farti capire se anche tu soffri di dipendenza affettiva: maggiore sarà il numero di “SI” fornito alle domande, maggiore sarà la possibilità che tu ne soffra.
Si tratta soltanto di domande orientative, ma se le risposte affermative che hai fornito sono davvero molte (almeno più della metà) considera la possibilità di rivolgerti ad uno specialista per una diagnosi ed un eventuale percorso terapeutico.

1.Riguardo alle relazioni affettive sei debole e bisognoso/a.
2. Ti innamori molto facilmente e troppo velocemente.
3. Quando ti innamori non riesci a smettere di fantasticare, neanche quando ti stai occupando di cose importanti, non riesci ad evitarlo.
4. A volte, quando ti senti solo/a e cerchi una relazione, sei disposto/a ad adattarti a cose che non sono esattamente ciò che vuoi o meriti.
5. Quando hai una relazione tendi ad “asfissiare” il tuo/la tua partner.
6. Più di una volta ti sei trovato/a in una relazione con qualcuno che era incapace di impegnarsi seriamente e sei rimasto/a, aspettando e sperando che cambiasse
7. Una volta che ti sei legato/a a qualcuno, sei incapace di lasciarlo/a o di dimenticarlo.
8. Quando sei attratto da qualcuno, ignori tutti i segni, anche evidenti, che mostrano che quella persona non è adatta a te.
9. Riguardo all’innamoramento ed alla scelta di un partner, l’attrazione iniziale è la cosa più importante per te. Un amore che duri nel tempo non ti attira.
10. Quando sei innamorato/a ti fidi di persone che non sono in realtà degne di fiducia. Al contrario hai grandi difficoltà nel fidarti di tutti gli altri.
11. Quando una relazione finisce, senti che la tua vita è finita e, più di una volta, hai pensato al suicidio a causa di una relazione fallita.
12. Ti accolli una dose di responsabilità di molto maggiore rispetto al partner per far sopravvivere una relazione.
13. L’amore e le relazioni sono l’unica cosa che ti interessa.
14. In alcune delle tue relazioni tu eri il solo innamorato/a dei due.
15. Sei schiacciato/a dal senso di solitudine quando non sei innamorato/a o coinvolto in una relazione.
16. Non sopporti di stare da solo/a. Non sai godere della compagnia di stesso/a.
17. Più di una volta hai cominciato una relazione con la persona sbagliata soltanto per non restare da solo/a.
18. Sei terrorizzato/a all’idea di non trovare qualcuno da amare.
19. Ti senti inadeguato/a se non ti trovi in una relazione.
20. Sei del tutto incapace di dire di no se sei innamorato/a o se il tuo partner minaccia di lasciarti.
21. Cerchi con ogni sforzo di essere o diventare ciò che il tuo partner vuole che tu sia.Faresti qualunque cosa per compiacerlo/a, anche abbandonare te stesso/a (sacrificare ciò a cui tieni, ciò che desideri, i tuoi bisogni e la tua dignità).
22. Quando sei innamorato/a vedi solo ciò che vuoi vedere. Distorci la visione e la percezione della realtà per reprimere l’ansia e nutrire le tue irreali fantasie.
23. Hai una tolleranza molto alta riguardo alla sofferenza in una relazione. Sei disposto/a a sopportare l’abbandono, la depressione, la solitudine, la disonestà, il tradimento, persino l’abuso (mentale o fisico) pur di evitare il dolore dell’ansia da separazione, cioè ciò che provi quando non sei con la persona a cui ti sei legato/a.
24. Più di una volta sei stato ardentemente innamorato di qualcuno ed è stato straziante.
25. Ami l’idillio. Ti è capitato di avere più storie d’amore brevi contemporaneamente, anche quando questo comportava un tradimento.
26. Hai avuto almeno una relazione con una persona che abusava di te, emotivamente o fisicamente.
27. Le tue fantasie su una persona irraggiungibile di cui sei innamorato/a sono più importanti per te rispetto alla possibilità di incontrare una persona disponibile ad una relazione reale.
28. Sei terrorizzato/a dalla paura di essere abbandonato/a. Avverti come un abbandono anche il più piccolo rifiuto e questo ti fa sentire in un modo terribile.
29. Insegui persone che ti hanno rifiutato e cerchi disperatamente di fare in modo che cambino idea.
30. Quando sei innamorato/a sei eccessivamente possessivo/a o geloso/a.
31. Più di una volta hai trascurato la famiglia e gli amici per una relazione.
32. Sei impulsivo/a in maniera incontrollata quando sei innamorato/a.
33. Senti un irresistibile bisogno di controllare qualcuno di cui sei innamorato/a.
34. Più di una volta hai spiato qualcuno di cui eri innamorato/a.
35. Persegui (o perseguiti) la persona di cui sei innamorato/a anche se è impegnata in un’altra relazione.
36. Se ti ritrovi coinvolto/a in un triangolo (lui, lei, l’altro) cerchi di convincerti che “tutto vale in guerra ed in amore”. Non abbandoni la complicata relazione.
37. Per te l’amore è la cosa più importante del mondo.
38. Anche se non sei una relazione, comunque fantastichi sull’amore, anche su di un vecchio amore o sull’uomo (o la donna) che verrà”.
39. Per quanto puoi ricordare, andando indietro con la memoria, la tua mente è stata sempre impegnata con fantasie sull’amore e le persone di cui ti innamoravi.
40. Ti senti impotente e debole quando sei innamorato/a, come se fossi in una specie di trance o sotto l’effetto di un incantesimo. Perdi completamente la capacità di compiere scelte ed azioni lucide.

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