La regola del NO CONTACT

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La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Sab 24 Mar - 18:48

Promemoria primo messaggio :

Una delle prime regole da imparare nel recupero da dipendenza affettiva è quella del "
No contact"
, cioè "
Nessun contatto"
.
Dobbiamo interrompere qualunque contatto con la persona da cui siamo diventati dipendenti. Nessun contatto significa nessun contatto quindi stop agli sms, alle mail, alle telefonate, agli incontri, ai messaggi su facebook, e abolire il cyberstalking cioè le sbirciate sul web al suo profilo, alle sue foto, al suo sito. Insomma ogni contatto deve essere interrotto, compresi i segnali di fumo....
Ho conosciuto persone, me compresa, che hanno impiegato anche molti mesi prima di eliminare la compulsione a visitare il profilo della persona da cui erano dipendenti dopo aver eliminato tutti gli altri tipi di contatto. Comunque qui diciamo "
progresso, non perfezione"
, si cambia poco alla volta, un giorno alla volta. Può volerci del tempo per cambiare le vecchie cattive abitudini ma l'importante è arrivare alla meta. Ricordatevi che il no contact è come una medicina per il dipendente affettivo. Come il drogato deve affrontare l'astinenza da droga e l'alcolista deve rimanere sobrio, noi dobbiamo privarci del contatto con la persona da cui siamo dipendenti.


NO CONTACT = NIENTE PIU' DOLORE

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Gio 16 Ago - 18:07

Grazie Luce.
Il punto è che io spero lui mi cerchi, non lo nego, anche solo per dirgli che non è giusto continuare così.
Mentirei spudoratamente se dicessi che non voglio.
Mi trattiene solo la capacità di capire che una relazione con un adolescente tardivo fedifrago problematico è sì oggetto di grande sfida ma è un massacro.

Sindrome salvifica, abbandonica, ferita narcisistica, coazione materna e paterna.
Il mio PoA è l'emblema delle mie manchevolezze.

Un giorno lo ringrazierò, grazie a questo dolore mi ha riaperto tante ferite mal curate e trascurate!!!!!!!!!!.


Questa del "
ping"
non la sapevo :-)
Ti ringrazio per l'utile consiglio.

Lilith

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Gio 16 Ago - 18:22

Capisco il desiderio di essere richiamata da lui. Ma ricordiamoci che prima o poi il no contact dobbiamo iniziarlo, altrimenti la relazione "
non inizia mai a finire"
. Il taglio netto è un problema per noi dipendenti affettivi. Pensa che io ho continuato per anni a mandare messaggi di addio al mio Poa. Gli scrivevo e terminavo con un addio ed ero convinta che sarebbe stata l'ultima volta...dopo massimo quindici giorni o un mese o due, eccomi a riscrivere paradossalmente "
dimenticando"
l'ultimo addio. A ripensarci rabbrividisco al pensiero di quanto fossi fuori di testa...è proprio una malattia mentale questa. Grazie Signore che mi hai aiutata a liberarmi!!!!

ciao, Lilith!

Luce

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Ven 17 Ago - 0:20

I miei addii?.
Mille.
Ma il vero addio non è scritto, è una forza interiore e basta e non avrò bisogno di dirglielo più come ho fatto sempre, è da un anno che ci sto provando.

Il mio PoA ha messo in vibrazione le mie ferite, l'ho incontrato per avere la possibilità di guarirle, ora mi piace vederla così perchè niente è una sconfitta, tutto nella vita ha un senso.

Siamo malate, vero ma cosa ci sta insegnando questa malattia?.

Lilith

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Ven 17 Ago - 3:57

Cara Lilith,
mi rivedo perfettamente nelle tue parole.

Anche io come te, vedo nel Poa o meglio nel disagio della dipendenza affettiva (nonostante tutto il dolore provato) un 'occasione, un'opportunità di crescita. Se non avessi provato tutto quel dolore, non mi sarei mai messa "
in cammino"
, non avrei mai scoperto tanti lati di me, non avrei avuto mai la gioia di guarire e le scelte compiute in seguito non sarebbero state le stesse.

E' molto positivo e sorprendente che tu già riesca ad intravvedere questa dinamica, questa prospettiva della realtà che stai vivendo. E' un passo in più verso la guarigione.

E comunque è vero, il vero addio non ha bisogno di parole ;<br />)

Luce

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Ven 17 Ago - 10:47

Cara Luce, il momento dell'addio è ancora lontano dal mio cuore ma credimi, se non gli scrivo è anche grazie al forum, è come se avessi preso un impegno, certo, è verso me stessa ma non voglio poi scrivere sul forum "
sono caduta"
.
Mi auguro non accada.

Sono in analisi da quasi due anni, ho detto mille volte "
chiudo!"
alla mia psico ma non è mai successo.
E' anche per poterle dire "
Dottoressa, ce la sto facendo"
che non gli scrivo.
E forse è arrivato il momento giusto, quel momento che aspetto da tanto tempo.

Non so che grado di dipendenza ho, con lui altissimo, un attrazione a tutto ciò che di manchevole c'è dentro di me.
Attraverso questa relazione vorrei andare oltre, vorrei guarire.

Mi domando se questa dipendenza che è latente dentro di noi sfoci nel momento in cui si incontra un altra anima malata che è complementare al nostro male, PoA evitanti, narcisi, problematici.

E' come l'herpes labialis o altri tipi di malattie, sono dentro di noi e arriva qualcosa a scatenarle, in caso contrario rimangono latenti dentro.

Si può debellare completamente la dipendenza?.

Tu hai trovato la fede, una fede che ti arricchisce, hai trovato Dio dentro di te, e sì, come giustamente dici, non saresti arrivata a questo senza il dolore della dipendenza.

Se il mio PoA si rifarà vivo sarà difficile non rispondere.

La mia relazione ha anche lati postivi, ci sono aspetti sani fra noi ma non sono abbastanza.
Non ti nego che sarebbe bello che entrambi uscissimo dalle nostre problematiche e ci vivessimo non da due vuoti emozionali ma come due adulti sani.

Io posso lavorare su di me, troppo a lungo ho tentato di renderlo consapevole ma non funziona così.
Le parole anche giuste che ho detto non servono a niente se non c'è un terreno pronto ad accoglierle.

Ogni giorno è una conquista per me.
Ogni giorno di no contact è un giorno di ripresa autostima e dignità di me stessa.

Non finirò mai di essere grata di questo forum.
E a te.

Lilith

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da penelope il Ven 17 Ago - 11:31

si puo debellare la dipenenza?..io ho paura di no! è come se fossimo zoppe, abbiamo bisogno di una stampella per andare avanti..il mio poa era una stampella, con lui camminavo più sicura tra la gente, ora che lui non è più nella mia vita le mie ferite sanguinano... le osservo so che tanto non morirò dissanguata, andrò avanti lo stesso.. il mio fiume scorrerà, troverà un'altra foce dove sboccare, per adesso sbatte contro la diga del no contact! ogni volta che sbatte sento dolore, ma prima o poi troverà un'altra via, un'altro corso da seguire..dobbiamo avere pazienza,sarebbe sano non avere più bisogno di stampelle questo è quello che auguro a me stessa e a tutti voi, il risulato è chiaro nella mia mente è come raggiungerlo che non so..so che devo andare avanti nonostante tutto...

penelope

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Ven 17 Ago - 13:57

Siamo come gli alcolisti, ogni giorno è una sfida, la dipendenza è da tenere sotto controllo ogni giorno, all'inizio è qualcosa di estremamente legato alla sola volontà, una volontà che arriva quando è il momento, è un atteggiamento razionale, quando l'amore è tutto tranne che razionale.

Il no contact è fondamentale, è la bottiglia dentro la credenza che ci guarda e noi non la tocchiamo.
Si comincia così credo, accanto a tanti altri strumenti.

Prima debellare la dipendenza dal PoA e poi lavorare sulla dipendenza interiore nostra.
Due cose che camminano di pari passo.

Dobbiamo essere vigili, moltissimo, ci stiamo chiedendo tantissimo ma questo ci da forza, dolore ma ci rafforza.

Cara Penelope, sei tu che dai forza al tuo PoA, tu sei esattamente la stessa che cammina sola per strada ma lui ti faceva sentire quello che da sola non riesci a sentire, che sei bellissima.
La bellezza è interiore, ed esce e gli altri la vedono, la luce degli occhi non ha estetica, l'amore che chiedevi a lui è dentro di te...lui era uno specchio, solo uno specchio.

Non incolparti troppo, c'è una cultura maschilista che solo in questo secolo comincia a disgregarsi ma è ancora durissima...donne senza uomo...ehhhhhhhhh....

Lilith

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da penelope il Ven 17 Ago - 15:21

grazie lilith per le tue belle parole, sei tanta cara. Cercavo da lui una conferma del mio valore, perchè da sola non riuscivo a darmelo. Pensavo di non essere alla sua altezza, perchè lui mi ci faceva sentire con il suo "
non mi piaci abbastanza"
.. ogni giorno sentivo la sconfitta di non averlo conquistato, mi affannavo, correvo, lui sembrava sempre più vicino ma era come un'anguilla, non riuscivo ad afferrarlo...L'AMORE E' UNA COSA SEMPLICE dice Tiziano Ferro, ma per me non lo è mai stato, è questo che faccio fatica a mettermi in testa.. per me la vita è stata sempre una dura lotta, ma ha più senso combatterla per trovare l'amore per se stessi che per gli altri

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Ven 17 Ago - 15:37

Lilith, sono davvero felice che questo forum ti stia aiutando! Ricordo com'era importante per me il forum di "
Love Addicts"
, come gli stavo aggrappata, come mi sfogavo scrivendo, come cercavo aiuto e come mi ci buttavo per evitare di scrivere al Poa.
Per vincere una dipendenza (cosa possibilissima, milioni di persone hanno vinto le dipendenze più disparate con il percorso dei 12 passi) c'è bisogno di un gruppo di supporto, ma dalle mie parti (come credo quasi in tutta Italia) non c'era un gruppo di recupero dalla dipendenza affettiva. Quindi quel gruppo on line per me era l'unica risorsa e l'ho sfruttata al massimo.

Anche io mi trattenevo dal rompere il no contact per orgoglio verso il gruppo on line e se mi capitava di romperlo (slip), mi battevo quasi subito il petto sul forum e ricevevo gli incoraggiamenti degli altri, però...che vergogna, che senso di sconfitta...

Se capita di fare uno "
slip"
e cioè rompere il no contact , bisogna accettare il dolore che ne consegue, possibilmente confessarsi al gruppo, ascoltare i consigli, e ricominciare , contando di nuovo : giorno 1 di No Contact.

Fare slips è normale, non bisogna troppo battersi il petto ma rimettersi subito in carreggiata.

Se invece ricontattattiamo il Poa e ci usciamo insieme allora si tratta di "
relapse"
, abbiamo interrotto non solo il no contact ma tutto il programma di recupero.

Anche in questo caso c'è rimedio. Ricominciare da capo.

Quello che hai detto sulla posibilità di reincontrare il tuo Poa una volta guariti, mi è venuto in mente che molte coppie in crisi, coppie codipendenti, negli USA, fanno proprio così. Stanno separate due o tre anni in recupero e poi si ritrovano. In America ci sono molte cliniche per il recupero dalla dipendenza affettiva.


Penelope, possiamo imparare ad amare noi stesse e a stare benissimo da sole o in compagnia di una persona sana.
Un abbraccio,

Luce

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Ven 17 Ago - 15:54

Più leggo le altre, più capisco me stessa e capisco gli "
errori"
che facciamo.

Cara Penelope, il suo "
non mi piaci abbastanza"
equivale a dire che lui non si ama abbastanza, anzi, non riesce ad amare abbastanza...
E sai perfettamente che stai cercando di conquistare l'attenzione e l'amore di papà.
Coazione a ripetere.

Siamo di fronte alla coazione per la conquista dell'amore paterno, siamo figlie di attaccamenti materni sbagliati, anche inconsapevolmente e stiamo cercando l'amore dentro di noi.
Questa credo sia la risultante che poi prende il nome di dipendenza affettiva.

Cara Luce, incredibile come in America siano così avanti per queste cose...
Meno male dico io :-)

Lilith

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da penelope il Ven 17 Ago - 18:41

vorrei discutere con voi a proposito di specchi..mi chiedo: e se il nostro poa riflettesse proprio il nostro tratto narcisista ? Quando ci "
attacchiamo"
anche noi esattamennte come loro,non ci sentiamo forse onnipotenti? Ci sentiamo così speciali e uniche, da credere di riuscire a cambiarlo, crediamo con il prosciutto sugli occhi che in fondo ci ama ma non vuole ammetterlo, lo giustifichiamo per non voler ammettere a noi stessi la verità sul suo vero volto. Ci intestardiamo a volerlo a tutti i costi..
Presa piena consapevolezza che il narcisista non cambiera' mai, anche la nostra testardaggine, alla fine, non e' piu' amore, ma possesso.
Amore e' accettare l'altro per quello che e' e riuscire a lasciarlo andare, permettendogli di essere se stesso, libero di agire come desidera, anche se e' un narcisista. Forse in questa consapevolezza consiste il recupero dalla nostra dipendenza..cosa ne pensi Luce?..credi che anch'io come il mio poa abbia dei tratti narcisistici?

penelope

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Ven 17 Ago - 18:54

Ciao Penelope, ho copiato il tuo ultimo post in "
In Recupero"
ed ho creato un nuovo post dal titolo "
Narcisisti"
.

Chi vuole può partecipare alla discussione.

Luce

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Mar 21 Ago - 14:54

Perchè non dobbiamo contattarli?.
Io non so se riesco a non scrivergli.
Non so se è una love addiction o semplicemente un ossessione e se c'è differenza fra le due cose.
Sto vacillando, è una forzatura e basta in questo momento, non è un esigenza.
Ho deciso di non vederlo più perchè mi fa male e tanto vederlo ma abbiamo costruito una rete così fitta di condivisione di parole che non scrivergli è davvero difficile.

Non so quanto sono malata, non so più niente.
Io mi sono fatta l'anamnesi di questa dipendenza ma ora non so davvero più niente.

So che non devo accontentarmi delle briciole e che non voglio avere una relazione svilente con chi mi dice "
forse stasera sono libero"
facendo cadere dall'alto sua maestà PoA che si degna di vedermi.

Ma.....ma io e lui siamo anche amici, ci siamo detti tutto l'uno dell'altra e mi manca tanto questo, veramente mi manca tutto.

Lilith

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Mar 21 Ago - 15:35

Cara Lilith,
anche io desideravo immensamente essere "
amica"
del mio Poa. E lui era anche disposto ad essere mio amico. Ma poi ha interrotto i contatti quando si è reso conto che per me era una malattia, un qualcosa di più forte di me e di morboso che mi attirava verso di lui.

Anche oggi, a volte, penso che mi piacerebbe sentire il Poa, lui era davvero una bellissima persona, intelligente, sensibile, artista, dolce, rispettoso, etc....Ma ora so perfettamente che un'amicizia con lui non sarebbe MAI possibile. In me , ben nascosta e di molto purificata c'è ancora una sottile brace, che quando faccio la spiritosa e per caso sbircio il suo nome su internet (facendo uno slip e rompendo il no contact) si riaccende spietata e distrugge tutto ciò che trova, riesce a confondermi ed a crearmi disagio.

Non dobbiamo sottovalutare questa malattia, è dotata di mille sottili tentacoli che aspettano un nostro momento di debolezza per riafferrarci e stritolarci.


......Amici MAI......per chi si ama come noi................

baci,

Luce

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Mar 21 Ago - 15:53

Già, amici mai, una bella scusa per me.
Oggi ho rotto il silenzio.
Gli ho scritto dopo 18 giorni.
Non mi sento peggio o meglio di prima.
Mi rendo conto che è ancora una forzatura e che la sola volontà non basta.
Il contenuto della mail è asettico ma non importa il contenuto.
Non ho nemmeno voglia di dire, va bene, da domani ancora meno uno.
Io sto facendo quello che posso, quello che posso ora è questo.
Scrivergli è come peccare, quando una cosa è vietata diventa la più succulenta.
Devo cambiare strategia evidentemente.

La brace, sì, dovremo combattere tutta la vita con la brace, l'importante è viverla la vita, amare e farsi amare sapendo che lì, da qualche parte, c'è una persona meravigiliosamente non disponibile che ci piace tanto.

Lilith

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Mar 21 Ago - 16:12

brava che hai "
confessato"
di aver rotto il no contact.

Gli slip sono normali.

Osserva bene come ti senti oggi, domani e dopodomani riguardo a questo slip. Fammi sapere!

ciao,

Luce

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Mar 21 Ago - 16:26

Sì, adesso è troppo presto per capire come mi sento, farò passare qualche giorno e ti scrivo di nuovo.
Non voglio giudicarmi troppo adesso.

Lilith

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Mar 21 Ago - 20:39

Non so come mi sento...
Ho qualche problema con le chiusure e gli addii.
Credo di aver accresciuto questa fragilità dopo la morte di mia madre e dopo che ad un anno dalla morte di lei, il mio ragazzo mi ha lasciata.
Quando muore una persona ci vuole un anno per cominciare a capire che si è ancora vivi e cominciano i dolori.
Il dolore all'inizio è anestetizzato dallo shock, non si sente niente, non si capisce niente, è troppo.

Io oggi ho riscritto al mio PoA perchè se non lo sento è come se morisse anche lui, sarebbe il terzo lutto consecutivo, uno reale e due da elaborare.
E' troppo per me.

Mi ha risposto che mi vuole bene.
Io mi ci pulisco il biiiiiiiiiip con il suo bene.
Ma avendomi risposto ha placato quella sensazione di morte, paura e vuoto che conosco bene.

Io non so quanto questa storia sia un ossessione, una dipendenza, un ancora che ho trovato in un mare di nulla, un evasione e distrazione dal grande lutto che devo elaborare.

Credo che aprirò un sito sulla morte.
Nessuno parla della morte.
Perchè?.
Perchè fa una fottuta paura.

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Mar 21 Ago - 22:05

Lilith, mi ricordo che ai tempi in cui il Poa era una dolorosa, persistente, alienante, torturante, invasiva, fastidiosa, assillante, mutilante, frustrante ossessione (Mi sentivo come se andassi in giro con un grosso cappello di ferro tanto quei pensieri fissi su di lui erano insopportabili - per otto anni un pensiero unico ed enorme in testa che mangia tutti gli altri pensieri e non fa entrare nessuno), un giorno pensai che dovevo fare finta che fosse morto per liberarmi dell'ossessione.
Avevo provato di tutto per cacciarlo dalla mia mente e quello era uno dei sistemi che avevo escogitato. Non funzionò molto perchè io credo che a salvarmi sia stato solo l'intervento divino, unito al percorso "
umano"
di terapia, gruppo, 12 passi, informazione. Ma il tuo post mi ha fatto ricordare di questo truccheto che avevo provato e mi ha fatto pensare che è proprio così, dobbiamo staccarci dal Poa come quando ci separiamo dai nostri cari che passano a miglior vita.
Infatti per elaborare il dolore da separazione dal Poa si attraversano le stesse fasi del processo di elaborazione del lutto: 1. negazione 2. rabbia 3. patteggiamento 4. depressione 5. accettazione
Ricordo anche che all'inizio del mio programma di recupero provavo una forte rabbia verso il Poa. Scrissi un post dal titolo "
lo odio"
e Susan Peabody mi rispose che ciò era positivo, stavo cominciando a guarire.

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Mar 21 Ago - 22:29

Cara Luce,
credo che una delle difficoltà che sto incontrando sia proprio quella del lutto del PoA.
Non posso esimermi dall'attraversarla, la sto rimandando.
Mi domando se c'è un altra soluzione, non credo proprio.
Sto riversando anche su questo ragazzo tutta una serie di cose che non hanno niente a che fare con lui.
E' il contenitore di tutti i miei archetipi irrisolti.
In fondo c'è un affezione sana per la persone che è ma è tutto coperto da strati di cose che lo fanno diventare un ossessione.
Devo affrontare i miei dolori allora e solo allora lui perderà potere.

Ancora ho dei dubbi sulla mia dipendenza affettiva, buffo no?.
Scrivo e riscrivo sul forum e nemmeno so se sono malata.

Ma nel momento in cui, anche fosse, per ragioni catartiche, lui diventa un ossessione, io sono in un qualche modo coinvolta in qualcosa che assomiglia molto alla dipendenza affettiva :-)

Sono stata dipendente affettiva, lo so per certo perchè mi sono annullata per il mio ex ragazzo.
Questa volta non mi sono annullata, diciamo che ho sperimentato la rabbia attraverso la dipendenza.

Sto contattando la rabbia Luce.

Grazie per i punti di guarigione.
Grazie per i tuoi preziosi consigli.

Sono felice di non stressare più le amiche e di sfogarmi quì, magari le mie parole servono anche ad altre persone.
Due piccioni con una fava.

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Mar 21 Ago - 22:38

Cara Lilith, i tuoi post sono bellissimi, continua così!

Credo che anche scrivere sul forum sia terapia e tu lo fai egregiamente.

Anche io ho avuto momenti (dopo l'ammissione, dettata dalla disperazione, di avere un serio problema di dipendenza affettiva) in cui dubitavo di essere una "
love addict"
- dipendente affettiva. I momenti in cui dubitavo avvenivano quando volevo tornare dal Poa, quindi quei momenti erano quelli in cui ero più dipendente che mai (!). Questo lo vedo ora con chiarezza, ma al tempo era tutto più confuso.

Nel nostro percorso di recupero il primo e più importante passo è "
Ammettere di essere impotenti davanti alla nostra dipendenza e che la nostra vita non riusciamo più a gestirla"
, se non siamo convinti di questo non riusciamo a partire verso la guarigione.

Non dobbiamo illuderci. Il Poa è veleno.

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lamiavita il Mar 21 Ago - 22:52

Sei forte Lilith...io credo che tu ormai sappia già tutto ed è difficile consigliarti perchè tu hai esperienza abbondante. Anche io avevo perso papà e un'altra persona amatissima da poco quando ho incontrato il mio ultimo lui...mi ci sono lanciata letteralmente sopra soffocandolo di affetto. Ora che mi sono allontanata da lui che ho amato come una parte del mio corpo sto vivendo un altro lutto, addirittura più atroce di quello di mio padre. Ho tagliato via un pezzo del mio cuore. Anche lui voleva metterla sull'amicizia affettuosa ma purtroppo non è possibile...anche io mi sentivo con lui tutti i giorni e gli raccontavo di tutto e devo dire che questo aspetto è quello che mi manca di più....di questo non potergli più confidare le mie cose ne soffro da morire....ma oggi però sento di avere acquistato di nuovo la mia dignità e sto ridiventando tutta intera. O si ama o si è amici....tu non sei amica sua e viceversa...c'è qualcosa di diverso dall'amicizia. Sai io sono riuscita ad allontanarmi da lui dopo aver intrapreso una strategia particolare: ho iniziato un poco alla volta a non raccontargli più nulla di me...giorno dopo giorno lo sentivo ma alcune cose le tenevo deliberatamente per me...fino a quando ho capito che potevo buttarmi ne no contact. Oggi mi manca dopo tre mesi ma so anche che si può fare a meno di intrattenere legami con amici che non sono tali. Renditi conto che non è un amico..

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Mar 21 Ago - 23:03

Un lutto addirittura più atroce di quello di tuo padre.
Certe volte mi vergogno perchè è esattamente quello che provo io.
Credo che abbiamo similitudini di vita e di atteggiamenti verso la vita stessa e verso questi contenitori PoA.
L'amicizia non è contemplata, lo sappiamo sia io che lui.
Il suo psichiatra gli aveva detto che non doveva avere più rapporti sessuali con me.
Questa decisione l'ho presa io per entrambi perchè se gli dico tutto della mia vita ( dicevo, oggi il contact è stato asettico ) sono perentoria e decisa nel non vederlo.

Grazie Lamiavita.

Lilith

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lamiavita il Mar 21 Ago - 23:11

Una domanda te la faccio Luce: tu dici che il tuo poa è una persona meravigliosa e in gamba ma tu non credi che sia proprio questo nostro voler attribuire ai nostri poa tante qualità idealizzandoli non sia un modo per diventare e restare dipendenti? Voglio dire che se tutte le colpe ce le prendiamo noi e ci diciamo che loro non hanno colpe non significa amplificare il nostro male? Se invece iniziamo a capire ed a osservare che nel loro comportamento c'è sicuramente un qualcosa di sottilmente manipolatorio ne riduciamo la carica idealistica. Il mio Poa non è così innocente....brillante e affascinante è sempre stato piuttosto ambiguo e poco chiaro con me instillando e perpetuando la mia dipendenza fino a quando gli ha fatto comodo. La nostra dipendenza secondo me non viene da sola ma si accende davanti ad un atteggiamento certamente manipolatorio e ambiguo anche se non palese, anche se coperto da una buona maschera di amico. Io conosco altri uomini più belli e interessanti del mio poa, ma assolutamente onesti con me e non mi è mai passato per la testa di appiccicarmici...pure sono colleghi ed amici da anni...magari anche disponibili sessualmente ma in modo chiaro e leale. Invece con lui tutto era un chiaroscuro indecifrabile e avvolgente...mi attirava e mi respingeva con sguardi e scuse..mi abbracciava forte e nello stesso tempo mi diceva di non amarmi....io stavo bene nel suo abbraccio, mi legavo sempre di più in modo struggente piangendo per le sue parole.
Anche il tuo Poa Luce non è così innocente....non è stato così innocente e buono e amico...

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Mar 21 Ago - 23:56

Cara Lamiavita, le tue osservazioni sono giuste. Erroneamente circondiamo il Poa di un'aura dorata, lo percepiamo come una creatura infallibile, speciale, perfetta. Anche io per molto tempo ho trascinato questo errore nella mia mente annebbiata dalla dipendenza. In realtà, il mio Poa ed io non abbiamo avuto una relazione nel vero senso della parola. Ci siamo conosciuti nel suo Paese, siamo stati attratti l'uno dall'altra, abbiamo parlato per 10 minuti, poi io sono tornata a casa ed ho cominciato a tempestarlo di e mail infuocate d' "
amore"
. Dopo alcuni anni ho avuto l'occasione di rincontrarlo e di parlare con lui. Mi ha spiegato i motivi per cui non mi aveva mai risposto: aveva percepito il fatto che ero malata e che se anche avesse voluto non mi avrebbe risposto perchè sapeva che ero sposata. Disse proprio: "
Distruggere una famiglia è un peso pesante da portare"
. Il mio Poa mi disse che ero una bella persona, di trattarmi bene, perchè me lo meritavo. Il fatto che per il 98 % degli otto anni di dipendenza non abbia risposto alle mie mail è stato un atto saggio, non è stata una sua volontà di ignorarmi o torturarmi. Oggi il mio Poa ha perso quel perverso ed irresistibile magnetismo verso di me, ora quell'amore lo rivolgo verso Gesù, il Dio con noi. Quell'amore tanto vicino alla follia solo Dio può ricambiarlo. Solo a Dio si può rivolgere.

Non ci sono residui di condiscendenza verso il Poa. Ma so che è un fuoco che non si spegne mai completamente, che cova sotto la cenere nascosto e con il quale è bene non scherzare.

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Mer 22 Ago - 0:23

Io credo che accanto ad una dipendente ci sia sempre un una persona ambigua.
Giocano sull'ambiguità.
Il silenzio è una delle loro armi migliori, è devastante, io ho pianto interi pomeriggi perchè il suo silenzio mi faceva sentire senza vita, non essendo viva per lui ero morta.
Lui mi ricordava che io sono viva, la sua presenza, il suo ascoltarmi e il suo amarmi anche solo per una notte.
E dopo tanta condivisione meravigliosa dei reciproci mondi interiori lui fuggiva, ultimamente sempre, a gambe levate, incapace di toccarmi per darmi un buffetto sulla spalla, io a piangere e lui a non riuscire a gestire tutto quello che stava succedendo.

Il no contact è fondamentale per tornare su di noi.
Il mio no contact perentorio ora è quello fisico ( non sento desiderio nei suoi confronti in questo momento ).
Manca la parte "
affettiva"
di no contact, quel parlare continuo, quella connessione continua.

E poi il no contact sarà dentro al nostro cuore.

Lo dobbiamo chiudere dentro ad uno scrigno come il mio PoA ha fatto con il suo cuore ( cit. da PoA ).

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Mer 22 Ago - 0:55

Io credo che il mio Poa ed io siamo stati sempre su due piani diversi, non c'è stata relazione. C'era lui che ha sempre vissuto nella realtà, nel mondo della logica e della razionalità ed ha portato avanti normalmente la sua vita ed io che per anni sono stata, senza esagerazione, malata di mente. Completamente annebbiata, arsa da una passione divorante, schiava delle mie fantasie o meglio deliri. La dipendenza affettiva si manifesta in molti modi diversi. Io ero quella che Susan Peabody classifica come Torchbearer (lett. portatore di una fiamma), è il tipo di dipendente affettivo che delira, che vive fuori dalla realtà, che si nutre dei suoi sogni, che vive in uno stato di "
limerence"
, uno stato di confusione, desiderio, illusione, una febbre che confonde, esalta, isola dal mondo e fa vedere il Poa come l'unica cosa davvero reale nella vita.

Se è vero che inizialmente sono stata corteggiata dal mio Poa, è anche vero che appena ha saputo che non ero libera si è tirato indietro. No, non ha mai manipolato nulla. Credo mi abbia compatita, che magari a volte abbia riso o sorriso della mia insistenza, credo che in alcuni momenti si sia sentito perseguitato. Credo ci sia questo dietro il silenzio, non la crudeltà.

Bene, l'arringa difensiva del mio Poa è finita ;<br />)

Ora posso aggiungere che sono contenta che il Poa se ne stia lì buono e congelato nel suo minuscolo angoletto. Sono contenta che ora la mia mente è libera, piena di idee e di entusiasmo e che il mio cuore riesca ad amare di nuovo davvero, di quell'amore che non ferisce, di quell'amore che è dare, disinteressatamente, un amore limpido, onesto, generoso.

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Lilith il Mer 22 Ago - 1:03

Quel agognato silenzio cui tutte noi dovremo arrivare.
Il silenzio dei pensieri per lui, il silenzio-congelamento dei sentimenti, il silenzio come quiete, non come tattica, non come aspettativa di qualcosa.

Il silenzio.

In musica senza il silenzio fra le note, non ci sarebbe musica.

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da admin il Mer 22 Ago - 1:14

...E ci arriverete! Un giorno parlerete ad un'amica dipendente affettiva e le descriverete questo meraviglioso, pacifico silenzio, riempito soltanto dal rumore della vostra vita piena e felice.

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Re: La regola del NO CONTACT

Messaggio Da Paoletta il Mer 22 Ago - 12:37

Già i silenzi...questi silenzi che uccidono, questi silenzi in cui te lo immagini con altre donne, felice a ridere di te. Io ho avuto l'impressone di essere accantonata come una scarpa vecchia, ma poi mi sono resa conta che scarpa vecchia era come mi sentivo io. sono io che mi sottovaluto che non mi amo abbastanza e tutto questo lo voglio chiedere a lui, lui mi conferma. E' vero pure comunque che come dice Liliht che questi uomini non sono poi uomini così equilibrati come li vogliamo dipingere noi! Sono ambigui, il mio è tornao dopo 2 mesi per un we dicendomi "
ti sento ancora molto dentro"
e poi è scomparso il lunedi come se niente fosse....oltretutto lasciandomi con i sensi di colpa perchè a cercarlo sono stata io! insomma noi ci mettiamo del nostro ma loro non ci aiutano di certo! Poi arriva il momento in cui quel passetto di non cercarci più lo fanno e noi cadiamo nella disperazione di non valere niente,non accettiamo il rifiuto e allora sono dolori! insomma certe volte mi sembra un vortice da cui è difficile uscire fuori! eppure stiamo parlando di amore..tutto dovrebbe essere "
semplice"
!

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